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Creazione di un dispositivo raid MD e del filesystem

Se creiamo un dispositivo MD su linux (sia raid 1 che raid 5) la ricostruzione inizia immediatamente.

Se vogliamo creare anche il filesystem e magari fare qualche prova appena effettuata la creazione possiamo andare incontro a rallentamenti veramente imbarazzanti (specie su dischi di grande capienza)

Si può ovviare a tutto questo creando un raid degradato – per il sistema è impossibile aggiornare il mirror o i dati di ridondanza quindi momentaneamente il raid non viene riallineato e lo possiamo utilizzare per fare le nostre prove.

vediamo come

# apt-get install mdadm
mdadm --create /dev/md0 --level=mirror --raid-devices=2 /dev/sda1 missing
mdadm: Note: this array has metadata at the start and
    may not be suitable as a boot device.  If you plan to
    store '/boot' on this device please ensure that
    your boot-loader understands md/v1.x metadata, or use
    --metadata=0.90
Continue creating array? y
mdadm: Defaulting to version 1.2 metadata
mdadm: array /dev/md0 started.

se controlliamo lo stato del dispositivo:

# cat /proc/mdstat
Personalities : [raid1]
md0 : active raid1 sda1[0]
      1953510841 blocks super 1.2 [2/1] [U_]
 unused devices:

vediamo che è degradato ed in questo momento non c’è il riallineamento

possiamo creare il filesystem velocemente e fare tutte le prove del caso:

# mkfs.ext4 -m 1 -L RAID /dev/md0
mke2fs 1.41.12 (17-May-2010)
Etichetta del filesystem=RAID
Tipo SO: Linux
Dimensione blocco=4096 (log=2)
Dimensione frammento=4096 (log=2)
Stride=0 blocks, Stripe width=0 blocks
122101760 inode, 488377710 blocchi
4883777 blocchi (1.00%) riservati per l'utente root
Primo blocco dati=0
Maximum filesystem blocks=4294967296
14905 gruppi di blocchi
32768 blocchi per gruppo, 32768 frammenti per gruppo
8192 inode per gruppo
Backup del superblocco salvati nei blocchi:
	32768, 98304, 163840, 229376, 294912, 819200, 884736, 1605632, 2654208,
	4096000, 7962624, 11239424, 20480000, 23887872, 71663616, 78675968,
	102400000, 214990848
Scrittura delle tavole degli inode: fatto
Creating journal (32768 blocks): fatto
Scrittura delle informazioni dei superblocchi e dell'accounting del filesystem: fatto
Questo filesystem verrà automaticamente controllato ogni 26 mount, o
180 giorni, a seconda di quale venga prima. Usare tune2fs -c o -i per cambiare.

appena finito aggiungiamo al raid il disco mancante; inizierà il riallineamento

# mdadm --manage /dev/md0 --add /dev/sdb1
mdadm: added /dev/sdb1

a questo punto parte la sincronizzazione dei due dischi:

cat /proc/mdstat
# cat /proc/mdstat
Personalities : [raid1]
md0 : active raid1 sdb1[2] sda1[0]
      1953510841 blocks super 1.2 [2/1] [U_]
      [>....................]  recovery =  0.0% (1430016/1953510841) finish=788.5min speed=41258K/sec
unused devices:

e ci vorrà un bel pò…

🙂

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Rimuovere il partizionamento GPT da un disco

Per rimuovere da un disco il partizionamento di tipo GPT si può procedere così:

# apt-get install parted

appena installato parted eseguirlo (tipicamente parted /dev/sdx)

al prompt di parted eseguire “mktable” e definire una partizione msdos

# parted /dev/sdb
GNU Parted 2.3
Using /dev/sdb
Welcome to GNU Parted! Type 'help' to view a list of commands.
(parted) mktable
New disk label type? msdos
(parted) quit
Information: You may need to update /etc/fstab.

la partizione gpt è sparita!

🙂

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ISC DHCP e log dei lease

Ecco come fare per loggare i client che richiedono un ip al nostro server dhcp in modo moooolto elegante!

nel file /etc/dhcp/dhcp.conf si aggiunge una direttiva come questa:

on commit {
  set ClientIP = binary-to-ascii(10, 8, ".", leased-address);
  set ClientMac = binary-to-ascii(16, 8, ":", substring(hardware, 1, 6));
  log(concat("Commit: IP: ", ClientIP, " Mac: ", ClientMac));
  execute("/root/scripts/dhcp-event", "commit", ClientIP, ClientMac);
}

e poi creiamo un semplice script (/root/scripts/dhcp-event):

#!/bin/bash
date=$(date)
echo "date: "$date >> /tmp/dhlog
echo "orig: "$1 >> /tmp/dhlog
echo "  ip: "$2 >> /tmp/dhlog
echo " mac: "$3 >> /tmp/dhlog
a=$(host $2)
name=$(echo $a | cut -d" " -f5)
echo "name: "$name >> /tmp/dhlog

a questo punto è banale prendere questi dati e metterli su un database oppure generare la lista di conversione ip/nomi per sarg (così, tanto per fare un esempio…)

le direttive che possiamo usare (in modo pressochè identico) sono:

– on commit
– on release
– on expiry

🙂

a.

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Tasto ins su MC nel terminale da OsX

Siamo alle solite.

Uso OsX ed ovviamente sono in terminale su una macchina GNU/Linux.

Il fido MC è sempre presente ma il tasto “ins” è latitante.

Soluzione:

utilizzando l’ottimo iTerm2 si va sulle preferenze, poi su Bookmarks e scegliamo, sulla destra, Keyboard.

a questo punto possiamo premere il tasto “+”, indicare per esempio il tasto F13 come shortcut e come azione scegliamo “send escape sequence”. Mettiamo la sequenza “[2~” nel campo “char to send” e… funziona alla perfezione!

^_^

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UMTS Mobile connect con Linux

Oggi ho potuto testare alcune chiavette usb UMTS per l’accesso ad internet con un portatile Linux

Il sistema operativo installato è Debian/GNU Linux con desktop GNOME3.

HUAWEI mod. K3565 (Vodafone branded)

HUAWEI mod. E160G (3 branded)

HUAWEI mod. E1550 (3 branded)

Tutte le tre chiavette (denominate HSDPA USB stick) sono perfettamente funzionanti e non richiedono installazione.

Immagino che lo stesso funzionamento ci sia anche con Ubuntu.

a.

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Windows 2008R2 criteri password

Per modificare i criteri delle password in un controllore di dominio Windows 2008R2:

Strumenti di amministrazione -> Gestione criteri di gruppo

espandere la foresta, il dominio e selezionare “Default Domain Policy”, bottone destro del mouse, “Modifica…”

Adesso siamo nell’editor della gestione dei criteri di gruppo.

Espandere “Configurazione del computer” -> “Criteri” -> “Impostazioni di Windows” -> “Impostazioni sicurezza” -> “Criteri account” -> “Criteri password”

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